Attività di cava

La pietra calcarea estratta è caratterizzata da una purezza superiore al 98% e le elevate prestazioni dei suoi macchinari impiegati negli impianti di frantumazione e macinazione permettono di produrre oltre 1.200.000,000 tonnellate/annue di prodotto nelle diverse composizioni granulometriche.

rina iso 14001:2004
RINA ISO 9001:2008
RINA EN 12620:2002
BS OHSAS 18001:2007

Il calcare proveniente dalla cava ITALCAVE si presta, grazie alle sue caratteristiche, ad un impiego molto più vasto dei comuni calcari.

In EDILIZIA trova il più largo impiego nel settore delle costruzioni civili e della produzione di premiscelati, intonaci e calcestruzzi.
Nel settore AGROALIMENTARE viene richiesto per la produzione di mangimi, come ammendante (correzione suoli acidi), nell’industria cartaria, nell’industria saccarifera.
Trova inoltre impiego nell’INDUSTRIA TERMOELETTRICA per la desolforazione dei gas di combustione, nella raffinazione dei metalli, nella produzione di vetro, fibre di vetro, fibre ottiche.

Una corretta gestione dell’attività estrattiva deve puntare a minimizzare l’impatto nelle fasi di lavoro.

ITALCAVE riconosce che il miglioramento continuo delle proprie performance in materia di salute e sicurezza dei lavoratori, di ambiente e di qualità conduce a significativi vantaggi commerciali ed economici e soddisfa, nello stesso tempo, le attese di progresso del contesto territoriale in cui opera.

Per questo ITALCAVE è attenta a limitare gli impatti sull’atmosfera, in particolare l’emissione di polveri:

  • orientando i fronti di scavo in funzione delle caratteristiche del luogo e di quelle meteo climatiche (direzione dei venti, etc);
  • utilizzando perforatrici dotate di dispositivi di captazione delle polveri, evitando così il sollevamento di particelle;
  • bagnando le piste ed i piazzali percorsi dai mezzi di cava, e installando un sistema automatico di lavaggio degli pneumatici dei mezzi pesanti in uscita dall’area di cantiere;
  • sospendendo le operazioni di coltivazione durante i giorni troppo ventosi;
  • mettendo in sicurezza le zone in cui la coltivazione è ferma allo scopo di non lasciare fronti instabili, franosi o polverosi;
  • realizzando cumuli di stoccaggio in modo tale da non alterare le caratteristiche pedologiche del materiale;
  • facendo in modo che, dopo il riporto del terreno durante le operazioni di recupero, il suolo possa svilupparsi ed evolvere grazie alla piantumazione di specie autoctone;
  • progettando lo scavo in modo che la modificazione della morfologia risulti quanto più possibile compatibile con l’assetto dei luoghi;
  • non creando instabilità nell’ammasso roccioso né durante la coltivazione né una volta terminati i lavori di recupero ambientale.

Fasi dell’attività estrattiva

La cava è a fossa coltivata a gradoni con altezza dei gradoni non superiore a 10 m e profondità massima di circa 40 m vincolata alla quota statica del livello di falda.

L’attività estrattiva viene svolta secondo le seguenti fasi:

  • Carico, trasporto e scarico materiale proveniente dalla volata: a mezzo pala meccanica gommata il materiale è caricato su dumper che effettuano, utilizzando l’apposito viabilità interna, il trasporto e lo scarico fino alla tramoggia di carico dell’impianto di frantumazione primaria.
  • Coltivazione del fronte di cava: interessa un’area di circa 300 mq con produzione di circa 2.700 mc di tout-venant calcareo e avviene attraverso l’utilizzo di esplosivo nei termini medi di una volata al giorno.
  • Frantumazione e vagliatura primaria: Durante tale fase si ottiene lo stabilizzato naturale (granulometria 0-70 mm) che è stoccato in cumuli e il materiale di pezzatura 70-300 mm che viene in parte stoccato in cumuli e, per la maggior parte, inviato a mezzo nastro trasportatore all’impianto di frantumazione e vagliatura secondaria.
    A seguito del programma di miglioramento sull’impianto di frantumazione primaria per la riduzione delle emissioni polverulenti, le nuove linee di produzione prevedono la copertura di tutti i nastri e la messa in funzione delle linee di umidificazione dei cumuli.
  • Frantumazione e vagliatura secondaria: il materiale è frantumato, vagliato e stoccato in cumuli nelle seguenti pezzature:

    sabbia di mulino 0-4 mm
    graniglia 5-12 mm
    pietrisco 10-20 mm
    pietrisco 16-31 mm
    pietrame 40-70 mm

    In funzione delle richieste, dalla miscelazione in proporzioni definite delle varie granulometrie si ottiene lo stabilizzato selezionato o, mediante la sostituzione delle rete ai vagli, si possono anche ottenere altre pezzature per usi speciali.
  • Carico e trasporto materiale inerte: A mezzo pala meccanica gommata il materiale vagliato è caricato dai cumuli su camion e, dopo le operazioni di pesatura, è trasportato a destinazione finale.
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